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Cavagrande del Cassibile

Una delle più spettacolari “cave” che si sono formate sul tavolato ibleo, a causa dello scorrimento dei corsi d’acqua, è il grande canyon di Cava Grande del Cassibile, il Kakyparis dei Greci, alla foce del quale il capitano Demostene con 6.000 Ateniesi dovette arrendersi a Siracusa, nel 413 a.C.. Questo ambiente possiede connotazioni morfologico-paesaggistiche di eccezionale interesse. Sul versante nord della gola è possibile osservare un piccolo agglomerato di abitazioni rupestri, ubicato dentro una grande rientranza naturale, molto simile a quelli costruiti da alcune tribù Pellerossa in America. Nella zona sud si trova un complesso sistema di abitazioni, scavate nella roccia, disposte una accanto all’altra su sei diversi livelli paralleli, collegati tra loro da un sistema di cunicoli e gallerie. Ai margini della riserva, a nord-est, sorgono varie necropoli antiche, nelle quali sono stati trovati ricchi corredi tombali e materiale ceramico, che è il prodotto più originale del sito archeologico di Cassibile: la sua peculiare decorazione, detta piumata o marmorizzata, si ritrova nell’ambito della cultura Ausonia, presente nelle isole Eolie e nella Sicilia orientale intorno al 1.000 a.C., periodo in cui si sviluppò quella locale. Un altro aspetto specifico di questa cultura è la nota spilla utilizzata per l’abbigliamento: fibula del Cassibile con arco a gomito. I due elementi (ceramica e fibula) rappresentano gli aspetti originali della cultura di questi luoghi che mostra influenze continentali, mutuate dai dintorni e assimilate ai propri usi, dando vita a quella civiltà che caratterizza l’ultimo periodo della protostoria di Sicilia.